lunedì 23 febbraio 2026

Febbraio


Febbraio è il mese delle sfumature: luci fredde che si sciolgono lentamente, sogni che prendono forma tra malinconia e desiderio di rinascita. Questa playlist attraversa paesaggi sonori eterei e profondi, dove l’elettronica luminosa di Danny Harle in Cerulean incontra le trame ambient e sospese di Azimuth Divergence, realizzato insieme a Rachika Nayar.
Le sonorità ipnotiche e dilatate di Kaery Ann in Moonstone si intrecciano con il soul notturno e liquido di Puma Blue in Croak Dream, mentre le ombre psichedeliche e dense delle Blackwater Holylight avvolgono l’ascolto con Not Here Not Gone.
Un viaggio tra elettronica, dream pop e suggestioni alternative, perfetto per accompagnare i giorni più brevi con un’intensità sospesa tra inquietudine e bellezza.

DISCO DEL MESE


BLACKWATER HOLYLIGHT - NOT HERE NOT GONE

Not Here Not Gone delle Blackwater Holylight è un album potente e stratificato che consolida l’identità della band tra doom, shoegaze e psichedelia. Il suono è denso e avvolgente: chitarre massicce e distorte si alternano a momenti più ariosi, sostenuti da synth atmosferici e linee vocali che oscillano tra fragilità e determinazione.
Non è un disco “pesante” solo per volume o saturazione, ma per intensità emotiva. Le canzoni esplorano tensione, trasformazione e vulnerabilità, costruendo un equilibrio efficace tra aggressività e introspezione. La produzione lascia spazio alle dinamiche, permettendo ai brani di espandersi senza perdere compattezza.
Tra episodi più abrasivi e altri più contemplativi, l’album mantiene una coerenza sonora che lo rende immersivo dall’inizio alla fine. Il risultato è un lavoro maturo e ambizioso, capace di fondere oscurità e bellezza in un’unica, ipnotica traiettoria.


altri  ascolti


danny harle  - cerulean

Cerulean di Danny Harle è un album che cattura l’immaginazione con un’elettronica luminosa e malinconica allo stesso tempo. Le produzioni sono sofisticate e piene di sfumature — tessuti sonori scintillanti, synth che sembrano galleggiare e ritmi che si muovono con grazia tra dance e ambient.
L’intero disco ha un’aura sognante: ogni traccia sembra costruita per evocare mondi interiori, stati d’animo sospesi tra euforia e riflessione. Harle gioca con melodie pulite e texture ricche, creando un equilibrio elegante tra immediatezza pop e dettagli sonori più intricati.
Cerulean non è solo una raccolta di brani elettronici, ma un’esperienza emotiva: un viaggio sonoro che invita a lasciarsi andare e a perdersi nella sua bellezza lucente.



danny harle /rachida nayar -  azymuth divergence

Azimuth Divergence di Danny Harle e Rachika Nayar è un’esplorazione sonora audace e ipnotica che fonde l’elettronica dettagliata di Harle con le sonorità sperimentali e tessiture texturali di Nayar. L’album si muove tra paesaggi sonori astratti e momenti di tensione meditativa, più che su strutture melodiche tradizionali.
Le tracce sono costruite come spazi da attraversare: superfici luminose si intrecciano con rumori sottili, strati di synth pulsano sotto strati di chitarre e field recording evocativi, e ogni sequenza sembra spingere l’ascoltatore a riconsiderare il rapporto tra forma e atmosfera. È un lavoro che privilegia l’esperienza immersiva e l’ascolto attento, più che la gratificazione immediata.
Azimuth Divergence è un disco che invita a perdersi nelle sue pieghe sonore, ideale per chi ama le dediche intense all’esplorazione timbrica e alla spazialità dell’elettronica contemporanea.


Kaery ann - moonstone

Moonstone è la conferma della maturazione artistica di Kaery Ann, progetto solista di Erika Azzini, musicista mantovana attiva tra dark-folk e doom psichedelico. Se l’esordio Songs Of Grace And Ruin lasciava intravedere un talento ancora in fase di definizione, qui la visione si fa più compatta e consapevole.
La presenza di una band affiatata — basso, chitarra e batteria — irrobustisce il suono con chitarre più distorte e un impatto decisamente più solenne e granitico rispetto all’approccio intimo degli inizi. Il disco si muove in una terra di confine tra il doom lento e penetrante dei Messa e le atmosfere oscure e magnetiche di Chelsea Wolfe, costruendo brani che si ergono come monoliti sonori.
L’ambiguità tra aggressività strumentale e canto etereo, quasi fiabesco, è il cuore pulsante dell’album. Le composizioni evitano accelerazioni improvvise, preferendo preservare un’aura ipnotica e statica che avvolge l’ascoltatore in nebbie doom-gaze dense e stratificate. Persino la rilettura di Bathory sorprende per la capacità di alternare lentezza macabra e improvvise aperture massicce.
Moonstone è un lavoro promettente e identitario, una delle proposte più interessanti della scena dark italiana contemporanea.


puma blue - croak dream

Croak Dream di Puma Blue è un disco che amplia e approfondisce l’universo sonoro di Puma Blue, portando all’estremo una tensione emotiva dilatata e viscosa. Se le uscite precedenti giocavano con confini tra soul, jazz e alt-R&B minimalista, qui il progetto sceglie un approccio ancora più spigoloso e sensoriale, sospeso tra vulnerabilità e risonanze sonore metabolizzate lentamente.
Le tracce si sviluppano come flussi emotivi più che canzoni tradizionali: basso profondo, batteria rarefatta, chitarre taglienti e sovrapposizioni di synth creano un ambiente sonoro in cui ogni elemento respira con gravità. La voce, fragile e immediatamente riconoscibile, si fonde con queste superfici scure e liquide, trascinando l’ascoltatore in un territorio di introspezione che è al tempo stesso inquieto e ipnotico.
Croak Dream si inscrive in una dimensione di “dream-soul” soffuso di malinconia e attrito, dove la staticità non è immobilismo ma tensione controllata, un’esperienza sonora che richiede attenzione ma ripaga con una profondità emotiva rara. È un lavoro che conferma Puma Blue come una delle voci più suggestive e sfuggenti della scena alternativa contemporanea.

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