L'album Risuona dei Perturbazione si rivela un'opera concettualmente affascinante, complessa e profondamente radicata nella grande tradizione della traduzione poetica e musicale, poiché l'intero disco si struttura come una coraggiosa, organica e raffinata raccolta di cover di celebri o di nicchia brani internazionali nati originariamente in lingua inglese e qui completamente riletti, adattati e reinterpretati in italiano.
Emergendo con una grazia e una consapevolezza uniche all'interno del panorama musicale indipendente italiano, questo lavoro non si limita a proporre semplici ed esecutive traduzioni letterali, ma mette in atto un vero e proprio atto di riscrittura narrativa ed emotiva, dove il gruppo piemontese sceglie deliberatamente di "tradire" la forma e la sintassi verbale originale per rimanere radicalmente fedele all'anima profonda di ogni canzone, alle sue tensioni sotterranee e al proprio inconfondibile registro estetico e stilistico.
Formati nei primi anni Novanta a Rivoli, alle porte di Torino, i Perturbazione hanno costantemente saputo distinguersi all'interno della scena indie e del pop d'autore nazionale grazie a un approccio fortemente letterario e visivo alla composizione, dove la canzone cessa di essere un semplice veicolo di intrattenimento per trasformarsi in una vera e propria forma di narrazione breve, una miniatura esistenziale in cui la provincia italiana fa da sfondo ideale a drammi intimi, storie d'amore incomplete, smarrimenti giovanili e bilanci di vita adulta.
In questo preciso ed evoluto contesto culturale, Risuona emerge come un manifesto di persistenza, di confronto dialettico con la grande canzone d'autore internazionale e di profonda eco emotiva, facendo del concetto stesso di risonanza il proprio saldo perno concettuale: il suono che rimane sospeso nell'aria dopo che la nota è stata suonata e vibrata, i ricordi che continuano a pulsare nella memoria collettiva e individuale anche quando i fatti che li hanno generati appartengono ormai a un tempo irrimediabilmente passato, e l'impronta indelebile che ogni relazione, ogni perdita e ogni caduta lasciano sul nostro modo di percepire il mondo circostante e noi stessi.
La decisione di affrontare un intero album di adattamenti in lingua italiana si inserisce in una genealogia illustre della musica italiana, che va dalle storiche traduzioni di Fabrizio De André fino alle riletture d'autore di Francesco De Gregori o Ivano Fossati, dimostrando come la trasposizione linguistica e metrica non sia un semplice esercizio di stile o una scorciatoia creativa, ma una complessa alchimia che richiede tentativi scartati, limature millimetriche della metrica e una costante sensibilità nei confronti del significato profondo dei versi originari.
Per far risuonare queste composizioni come se fossero state scritte originariamente nella lingua di Dante e di Calvino, la band guidata dal cantante Tommaso Cerasuolo ha affrontato la rigidità fonetica dell'italiano rispetto alla fluidità monosillabica dell'inglese, trovando soluzioni metriche e poetiche di straordinaria efficacia e naturalezza.
L'album si apre in modo folgorante con Musica in un'altra lingua, raffinata ed emozionante rilettura di Music in a Foreign Language di Lloyd Cole, brano reso ancora più prezioso ed emblematico dalla partecipazione straordinaria e generosa dello stesso cantautore britannico, che affianca la band con classe ed eleganza.
Il viaggio procede poi con Quel che non ho più, potente e nostalgica reinterpretazione di Only You degli Yazoo, scelta non a caso come singolo apripista dell'intero progetto per la sua capacità di trasformare un classico synth-pop degli anni Ottanta in una gemma d'autore vibrante e intimista.
Trova quindi spazio Una prova, toccante e misurata versione italiana di Proof degli I Am Kloot, in cui la narrazione si veste di chitarre delicate e sottili inquietudini urbane. A seguire si colloca Il tuo ex, felicissimo adattamento di Your Ex-Lover Is Dead della formazione indie-pop canadese Stars, arricchito dal profondo e partecipe duetto vocale con Chiara Vidonis, il cui apporto espressivo amplifica l'impatto drammatico e lirico del dialogo amoroso spezzato.
La quinta traccia dell'album è Sconosciuta, impeccabile trasposizione di Stranger dei Noah & The Whale, dove le atmosfere folk-pop d'oltremanica si sposano alla perfezione con il gusto narrativo e malinconico del gruppo.
Successivamente si incontra Vieni qua, vibrante ed energica traduzione di C'mere degli Interpol, in cui le chitarre affilate e la ritmica incalzante dell'alt-rock newyorkese vengono ricalibrate con estrema lucidità su una metrica italiana fluida e graffiante.
Il percorso di Risuona prosegue con Resta se vuoi, intensa e dolorosa rielaborazione di Why Won't You Stay degli American Music Club di Mark Eitzel, brano che tocca vertici di struggente intimismo e sofferta resa emotiva. L'ottava traccia fa risuonare Killian's Red, versione fedele nell'anima eppur completamente personalizzata dell'omonimo brano dei Nada Surf, da sempre compagni di strada ideali per la sensibilità melodica del gruppo piemontese.
Come penultimo ed evocativo tassello troviamo Sedna, suggestivo e sognante adattamento del pezzo del gruppo post-rock e indietronico danese Efterklang, un brano che dilata gli spazi sonori e proietta l'ascoltatore verso dimensioni quasi ancestrali e mitologiche.
Infine, l'album giunge alla sua degna conclusione con Conseguenza, toccante, eterea e profonda trasposizione di Consequence dei tedeschi The Notwist, traccia che sigilla l'opera lasciando una scia di silenzio attivo e risonanze interiori prive di qualsiasi artificio retorico. L'architettura sonora del disco si sviluppa attraverso una straordinaria e ricca varietà di sfumature strumentali che affondano le radici nell'art-pop, nel folk d'autore e nell'indie rock più raffinato, intrecciando l'uso sapiente ed essenziale delle chitarre acustiche ed elettriche con eleganti ed avvolgenti arrangiamenti d'archi, pianoforti malinconici, sezioni ritmiche sempre misurate e lievi innesti elettronici che arricchiscono la trama musicale senza mai soffocarne il respiro naturale e l'immediata carica emotiva.
Le liriche riscritte e riadattate riescono a conservare intatta l'atmosfera e la poetica dei brani d'origine infondendovi al contempo quell'umore agrodolce, quotidiano, colto e intimista tipico della scrittura dei Perturbazione, dimostrando concretamente come la traduzione musicale possa trasformarsi da mera operazione di rilettura a un autentico, nobile e necessario gesto di creazione artistica capace di far risuonare canzoni d'oltreoceano e d'oltremanica come se fossero da sempre appartenute alla storia e alla sensibilità del pop d'autore italiano.


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