venerdì 2 gennaio 2026

Arriva Looking Back Italia


Looking Back Italia, così come la quasi omonima rubrica dedicata alle produzioni estere, nasce dall’esigenza di rallentare e di sottrarsi alla logica dell’uscita continua, dell’attualità come unico criterio di rilevanza e della memoria ridotta a ricorrenza celebrativa, per tornare a interrogare il passato come spazio vivo, ancora capace di produrre senso e conflitto.
L’idea alla base della rubrica non è quella di fissare un canone definitivo né di stilare classifiche dei “migliori”, ma di rimettere in circolo una serie di album che hanno inciso sul linguaggio e sull’immaginario della musica che amiamo prodotta in Italia, provando a comprenderne le ragioni storiche, estetiche e culturali senza indulgere né nella nostalgia né nel revisionismo accomodante. Guardare indietro, in questo contesto, non significa cercare conferme o legittimazioni, ma misurare la distanza, verificare cosa ha resistito al tempo e cosa invece si è trasformato, perso o rivelato problematico, accettando l’idea che il valore di un disco non sia mai un dato immutabile ma il risultato di un confronto continuo tra epoche, ascolti e strumenti critici.
Litfiba

Parlare di rock italiano implica inevitabilmente fare i conti con una narrazione storicamente fragile, spesso compressa tra il peso della tradizione cantautoriale e il confronto costante con i modelli anglosassoni, una narrazione che ha oscillato per anni tra il complesso d’inferiorità e l’orgoglio difensivo.
Looking Back Italia nasce anche per sottrarsi a questa alternativa sterile, assumendo come punto di partenza la piena dignità critica di questi dischi, senza la necessità di giustificarli o difenderli in quanto “italiani”, ma valutandoli per ciò che hanno rappresentato nei loro contesti e per ciò che sono ancora in grado di generare oggi. In questo senso, la rubrica non intende riscrivere una storia lineare del rock nazionale né offrire una panoramica esaustiva, ma costruire un percorso fatto di scelte parziali, di deviazioni e di ritorni, in cui ogni album viene affrontato come un oggetto complesso, situato, attraversato da tensioni spesso irrisolte.
Il tempo, qui, non è un elemento neutralizzante ma uno strumento di messa a fuoco: la distanza permette di cogliere implicazioni che all’uscita potevano risultare opache, di leggere certe prese di posizione alla luce delle loro conseguenze, di valutare quanto un disco abbia inciso non solo sul piano musicale ma anche su quello simbolico e culturale.



Allo stesso modo, il riascolto può far emergere limiti, ambiguità o contraddizioni che la mitologia costruita negli anni ha preferito rimuovere. Looking Back Italia assume questa ambivalenza come metodo, rifiutando tanto l’agiografia quanto la demolizione a posteriori, scegliendo invece un approccio che tenga insieme analisi musicale, contesto storico, ricezione critica ed esperienza d’ascolto.
Intendere il rock non come genere chiuso ma come attitudine, come campo di tensione tra suono, linguaggio e corpo, consente di attraversare esperienze molto diverse tra loro, accomunate più da una postura che da un’estetica codificata. In Italia questa attitudine ha spesso assunto forme ibride, talvolta irregolari, altre volte sorprendentemente radicali, e proprio in questa instabilità risiede una parte significativa del suo interesse. La rubrica si propone quindi di restituire questa complessità senza semplificazioni, riconoscendo che ogni disco è anche il prodotto di un ecosistema fatto di luoghi, scene, condizioni materiali, urgenze generazionali e compromessi, e che comprenderlo significa inevitabilmente confrontarsi con il contesto che lo ha reso possibile.


Esiste infine una motivazione editoriale più ampia alla base di Looking Back Italia, ovvero la volontà di riservare alla produzione nazionale lo stesso spazio di approfondimento, lentezza e articolazione critica che tradizionalmente vengono concessi ai grandi classici stranieri; non per riequilibrare una bilancia simbolica, ma per riconoscere che questi dischi meritano di essere pensati con la stessa serietà, la stessa libertà interpretativa e lo stesso rigore analitico. In questo senso, la rubrica non nasce per celebrare un’identità, ma per metterla in discussione, mostrando come il rock italiano abbia trovato le sue espressioni più significative proprio nei momenti di attrito, di eccesso e di contraddizione.
Looking Back Italia non pretende di esaurire il discorso sul rock italiano né di proporre verità definitive, ma di riaprire domande, di rimettere in circolo ascolti e interpretazioni, accettando la parzialità del punto di vista come condizione necessaria di ogni pratica critica onesta.
In questa rubrica, così come nell'intero blog, guardare indietro non significa voltare le spalle al presente, ma dotarsi di strumenti migliori per attraversarlo e comprenderlo, nella convinzione che solo un corretto rapporto con la propria storia possa restituire vitalità a un patrimonio che rischia altrimenti di ridursi a repertorio inerte.
Buona lettura.





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